dicono di SUR111

Stefano Ventura recensisce per LavoroCulturale il libro “Territori vulnerabili. Verso una nuova sociologia dei disastri italiana”. Il pezzo è ospite della sezione “Sismografie” del sito “[…] un dialogo interdisciplinare per costruire degli strumenti di riflessione, d’analisi, e di costruzione di una memoria collettiva per orientarsi nella ricostruzione di un orizzonte di senso a più grafie, prima e dopo un sisma. Dall’umanitarismo delle gestioni emergenziali alla comunicazione del rischio, dalle implicazioni sociali e mediatiche del terremoto in Emilia alla costruzione di un dibattito attorno al rischio sismico e alle rappresentazioni dei sismi e della loro comunicazione scientifica; senza mai dimenticare la storia e la memoria dei disastri e L’Aquila, ancora Zona Rossa a tempo indeterminato.”

lavoroculturale


 

Lo stato della città. Napoli e la sua area metropolitana è un libro collettivo uscito nell’aprile 2016 per le edizioni Monitor. Da qualche mese esiste un sito con lo stesso nome, nato con l’obiettivo di rendere progressivamente disponibile l’intero libro, ma soprattutto di aggiornare con il passare del tempo tutti i contributi, a cominciare da quelli basati su dati annuali, per costruire un archivio in movimento delle questioni aperte nell’area metropolitana. Un’importante contributo inedito di Giovanni Gugg e Clementina Sasso riprende alcune tematiche già sollevate dallo stesso Gugg in “Territori vulnerabili. Verso una Nuova Sociologia dei disastri Italiana”

 


 

In un interessante articolo di Alessandro Chiappanuvoli contenuto su Internazionale, viene citato il lavoro di Giovanni Gugg della sezione “Disastri e Meridione” del libro ‘Territori Vulnerabili’. (leggi)

terremoto_internazionale


 

Nella prima trasmissione radiofonica dedicata al ciclo di incontri dell’Università di Catania “Leggere (le) MUTAZIONI”, Carlo Colloca e Carlo Pennisi presentano il seminario di Luigi Pellizzoni sul tema “Tra rischio e vulnerabilità: i disastri socio-territoriali e l’analisi sociologica”. Durante la trasmissione viene ampiamente citato il lavoro “Territori vulnerabili. Verso una nuova sociologia dei disastri italiana”

Pubblicità