CALL FOR PAPERS

Sociologia Urbana e Rurale, n. 111/2016, sezione tematica “Disastri socio-naturali, resilienza e vulnerabilità: la prospettiva territorialista nel dibattito attuale”, a cura di Alfredo Mela, Silvia Mugnano.

La presente sezione tematica intende proporre una serie di riflessioni teoriche e analisi di casi studio su una tematica sociologica che ha assunto una crescente centralità nel dibattito nazionale.

Come la tradizione dei disaster studies ha ampiamente dimostrato, per comprendere e spiegare i fattori che trasformano un evento naturale in un disastro, è necessario prendere in considerazione il sistema sociale nel suo insieme. L’impatto sociale del disastro, lontano dall’essere il semplice prodotto del verificarsi dell’evento distruttivo, ha effetti diversi sulla popolazione colpita. Un’estesa letteratura ha contribuito ad evidenziare come le diverse categorie di popolazione vivano esperienze eterogenee in relazione alla questione del rischio e al disastro: i concetti di vulnerabilità, e successivamente di resilienza, si sono costituiti come categorie analitiche fondamentali per lo sviluppo della conoscenza dei fenomeni estremi nel loro rapporto con la società. Superando l’unicità del soggetto e ammettendo una pluralità di agenti, il disastro è divenuto il casus capace di mettere in tensione le strutture sociali evidenziandone i conflitti latenti e le reali architetture: sulle fratture aperte dai disastri s’innestano processi conflittuali fra istanze centrali e richieste locali, tra autorganizzazione e controllo, tra verticismo e partecipazione; ma anche processi collaborativi, di solidarietà, di ri-assesto delle risorse e di ri-organizzazione degli spazi e della città. Queste faglie d’incertezza approfittano della catastrofe per dispiegarsi, ma il loro persistere e la loro profondità mostrano le polarizzazioni pregresse, e spesso nascoste, delle tensioni reali che attraversano il mondo sociale. Oltre al momento dell’impatto, sia nell’analisi della fase pre- che in quella post-, del recupero e della ricostruzione dei luoghi, emergono chiari gli interrogativi che travalicano il rischio e il disastro e diventano utili per indagare le dinamiche sociali che si dispiegano nella cosiddetta ordinarietà. In particolare il rapporto tra società e ambiente si trasforma in un campo fondamentale: dal rischio fino alla ricostruzione, l’ambiente nella sua accezione ecologica può essere letto talvolta quale contesto generativo dell’azione sociale, talora quale prodotto della costruzione sociale. Anche per questo negli ultimi anni un crescente numero di studiosi ha cominciato ad affrontare i topic del rischio e del disastro approfondendo i temi dello spazio, colmando lentamente il gap che separa la letteratura sui disastri e quella territorialista.

Se i disastri contribuiscono allo sconvolgimento del tempo e del luogo, le strutture disorganizzate dall’evento, gli individui e i gruppi sociali, si trovano di fronte alla questione concreta e materializzata del loro rapporto con l’ambiente. Se gli spazi abitati sono il risultato di un’articolata dinamica di disorganizzazione e riorganizzazione – quella mutazione permanente di narrazioni e pratiche definita “invenzione del quotidiano” mutuando le categorie della scuola ecologica di Chicago – quando a venir meno è il luogo stesso, i gruppi sociali si trovano di fronte alla concreta alternativa tra dissoluzione e ricostruzione sociale dello spazio. Allo stesso modo nel rapporto tra la società e il rischio, gli individui e le comunità sono costretti a un continuo posizionamento rispetto alla relazione tra loro, il territorio e le priorità stabilite dal rischio.

Inserendosi in questo particolare frame, la call intende dare spazio a quei contributi che partendo da una prospettiva territorialista sappiano far emergere il tema del rischio e del disastro declinato nella relazione tra questi, l’uomo e il suo ambiente. Nel dettaglio comprendere il ruolo giocato dai diversi attori coinvolti nei diversi momenti del disastro, dal rischio fino alla ricostruzione, all’interno delle dinamiche di relazione tra i soggetti implicati. Sullo sfondo di queste riflessioni si invitano i colleghi dei diversi ambiti disciplinari legati alle scienze sociali e al territorio ad inviare un proprio contributo.

Sono benvenute riflessioni teoriche, analisi critiche basate su esperienze internazionali, nazionali e locali, studi di caso / comparativi e ricerche empiriche, che contribuiscano ad una migliore comprensione dell’argomento.

TEMPISTICHE E MODALITA’

Gli abstract (in italiano, inglese o francese) non dovranno superare le 600 battute e dovranno contenere, oltre al titolo, al nome degli autori e alla loro affiliazione ad università o altra organizzazione, sei parole chiave.

I paper (in inglese) dovranno essere di circa 40mila battute (spazi e riferimenti bibliografici inclusi). Si richiede: a) indicazioni riguardo a università/ente di appartenenza; b) abstract in inglese; c) sei parole chiave.

5 dicembre 2015 invio degli abstracts
20 dicembre 2015 accettazione degli abstracts

 

20 aprile 2016 invio dei papers relativi agli abstracts accettati
20 giugno 2016 accettazione dei papers e relative richieste di correzioni e modifiche
1 settembre 2016 invio dei papers definitivi

Gli abstract andranno inviati ai seguenti indirizzi: alfredo.mela@polito.it; silvia.mugnano@unimib.it; davide.olori@gmail.com